Andrea Laszlo De Simone – Web Interview

Data: 28 luglio 2017 |

Andrea Laszlo De Simone – Web Interview

Dietro la voce: Andrea Laszlo De Simone

Il nuovo album  si chiama ”Uomo Donna’‘ ed è uscito il 9 giugno 2017 per 42 Records, Andrea Laszlo De Simone non esce dal nulla: dopo i trascorsi dietro la batteria dei Nadar Solo, nel 2012 pubblica l’esordio solista, “Ecce Homo”, registrato in solitudine. Abbiamo colto l’occasione per intervistarlo e porgli qualche domanda sul sound del suo nuovo album.

Andrea Laszlo De Simone è una band di sei elementi, ma prima di tutto è un cantautore o, per meglio dire, “Solo un Uomo” come mai la scelta di tenere solo un nome e non crearne uno nuovo? 

Beh, questo è effettivamente il mio progetto personale. Poi mi è successo grazie al primo disco “Ecce Homo” di incontrare degli splendidi musicisti che fin da subito hanno partecipato ma non come turnisti. Anzi. Ognuno di loro ha iniziato a sentire queste canzoni come proprie e piano piano è nata una famiglia. Le canzoni sono le mie, ma noi siamo un gruppo di persone che si vuole bene sinceramente. Infatti per un po’ ho provato a dirgli di trovare un nome, ma poi abbiamo proseguito così.

Qual è il tuo primo ricordo legato alla musica? 

Mi ricordo che quando avevo 4 o 5 anni mi costruivo la batteria con tutte le pentole di casa e le confezioni di metallo dei panettoni. Poi mi ricordo mia madre che suonava e cantava “C’era una volta una gatta” di Gino Paoli e mi ricordo anche la mia prima canzoncina con la chitarra a corde vuote. E poi mi ricordo di quando caddi sulla chitarra di mia madre e la ruppi irrimediabilmente….

Nella tua prima traccia Uomo-Donna per i primi secondi si sente il rumore di un treno in corsa mentre invece nella decima traccia si sentono dei passi su della ghiaia, da cosa deriva la scelta di inserire questo suono? C’è un collegamento intertestuale? 

Questo disco è effettivamente un percorso nelle fasi del sentimento amoroso e nel rapporto con l’esistenza. Per raccontare il movimento alla base di questo percorso mi sono aiutato con delle suggestioni che riuscissero a evocare uno spostamento, in qualche caso fisico come ad esempio i passi o il treno e in altri casi invece più di contesto come le galline, o come la “battaglia aliena” che inizia sulla fine di “Solo un uomo”. C’è sempre qualche elemento che anticipa la suggestione della canzone successiva….immagino che chiunque ascolterà il disco più che arrivare in un punto preciso arriverà dove arriverà.

Per quanto riguarda il tour, come sta andando? Ti hanno dato soddisfazione queste prime date di presentazione? Come risponde il pubblico? 

Sì, sono stato davvero molto contento. Non essendo esattamente lo stereotipo del musicista avevo qualche dubbio sull’intraprendere un percorso di questo tipo, una carriera di questo tipo. Non ho quel tipo di carattere e poi ho un figlio e molte altre cose a cui badare. Ma devo dire che dopo questi primi concerti mi sto un po’ ricredendo. È una bellissima esperienza quella che stiamo facendo ed è per me un’esperienza del tutto nuova. Queste canzoni sono una cosa che ho sempre fatto privatamente per passione e non ho mai assolutamente cercato di farmi spazio nel mondo della musica, anzi, mi sono sempre sottratto un po’ e  all’inizio non volevo neanche fare uscire questo disco o comunque non ci pensavo proprio, volevo solo farlo perché amo registrare…

Hai lavorato con i Nadar solo come batterista, questa cosa ha influenzato il tuo progetto attuale?

Beh, è impossibile rispondere a questa domanda. Nel senso che il cantante dei Nadar Solo è mio fratello maggiore Matteo. Le influenze reciproche cominciano da universi molto più basilari anche della musica.

Toglimi una curiosità sul video ”Vienimi a salvare”, qual è stata l’idea di base? Mi ricorda molto la situazione attuale dei migranti e la situazione di disperazione che si è creata nel nostro mare.

È un’idea che abbiamo maturato insieme Gabriele Ottimo ed io ibridando due idee che avevano avuto indipendentemente. Non siamo assolutamente partiti da allusioni alla situazione dei migranti, il senso del video è tutt’altro. Ma proprio mentre lavoravamo al montaggio in una pausa siamo capitati davanti ad un telegiornale e abbiamo visto delle scene agghiaccianti e per un attimo abbiamo pensato quello che hai pensato tu…

Vi è un preciso momento o un luogo in cui riesci a comporre e a scrivere i tuoi testi?

No. Ma c’è una situazione. Devo stare da solo.

Come gestisci la famosa ”ansia pre concerto?”

Ahahah. Per fortuna non ho ansia pre concerto, è emozionantissimo, ma mi diverto e mi rilasso con gli altri della band…sono momenti bellissimi.

Penultima domanda: dicci cosa ascolti sul suo lettore musicale, qual è l’artista a cui ti ispiri maggiormente e soprattutto, qual è il miglior disco del 2017 per te? 

Ehm. Io praticamente non ascolto musica e non conosco quasi nulla del contesto attuale. Non è un vanto, anzi, è un handicap. Sono una persona molto distratta… io amo suonare, ma non ho mai imparato a suonare una canzone d’altri e non sono quello che si definisce un ascoltatore appassionato e in realtà non sono neanche quello che si può davvero definire un musicista…

Speriamo di vederti presto in Campania, sarei molto felice di recensire un vostro concerto. Prossimo tappe dopo il Todays di Torino?

Vacanze con la mia famiglia finalmente. E da ottobre si parte con il tour.

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