American Football @ Circolo Magnolia 16/06/17

Data: 18 giugno 2017 |

American Football @ Circolo Magnolia Time

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American Football @ Circolo Magnolia

Unica data italiana per gli American Football al Circolo Magnolia di Milano.

L’estate è alle porte e con sé i festival ed i concerti. Il 16 Giugno siamo stati a Milano per l’unica data italiana degli American Football. Una band appartenente alla corrente musicale del midwest emo, proveniente Champaign-Urbana, in Illinois  (USA). Originariamente attiva dal 1997-2000 e riunita nel 2014. Il loro terzo album è stato pubblicato a Ottobre 2016 e poco dopo è stata annunciata la tappa italiana al Circolo Magnolia.

Il dettaglio che i miei occhi notano subito è l’enorme campo di football accanto al Magnolia e la coincidenza mi fa sorridere, una volta entrati all’interno del circolo si possono notare delle luci fra gli alberi che più tardi renderanno l’atmosfera molto più intima. Alle 20:30 il circolo inizia a riempirsi e tra una birra e due chiacchiere iniziano le band d’apertura: Les enfants e Giorgieness. Il primo gruppo ha partecipato al talent show X-Factor nello scorso autunno, il loro spettacolo inizia intorno alle 21 ed ha una durata di mezz’ora: Dammi un nome, Milano, Miracolo sono tre delle canzoni che riecheggiano al circolo in questa mezz’ora mentre il sole tramonta. Dopo un breve cambio di palco mi aggiro curiosa tra il pubblico che però non sembra molto d’accordo con la scelta dei gruppi d’apertura, anzi sembrano molto delusi della scelta. Dopo Les Enfants a salire sul palco è Giorgieness che con brani come Dimmi dimmi dimmi, K2, Come se non ci fosse un domani, si fa padrona del palco, e tra saluti e ringraziamenti accompagna il sole verso il tramonto lasciando che si accendano le suggestive lucine della location del concerto.

Il sole tramonta e alle 22:30 gli American Football salgono sul palco ed iniziano con Where are we now?, primo pezzo del loro nuovo album: tutto quello a cui penso in quel momento è la fine delle relazioni umane o del senso di smarrimento che a volte capita a tutti noi. Quella sensazione che sembra accomunare tutti quando prendiamo scelte sbagliate o quando analizziamo la fine di qualcosa. Segue You know I should be leaving soon, appartenente al primo album datato 1999 e completamente strumentale. Tra le prime due canzoni ci sono problemi di impianto che vengono risolti del giro di 10\15 minuti. La terza canzone è Honestly? che mi ha trasportata in un altro mondo per circa 6 minuti e undici secondi. Il concerto procede tranquillamente ma quello che spesso mi faceva tornare con i piedi per terra era il suono della tromba suonata dal batterista durante alcuni pezzi.

La scaletta scorre veloce ma arriva sempre quel momento dove suonano la tua canzone preferita, quella che ti fa isolare completamente da tutto quello che ti circonda e quella che ti fa tirare fuori i fazzoletti dallo zainetto che ti porti in spalla. I’ve been so lost for so long ha più o meno quest’effetto su di me e anche su molte altre. L’aria che tira al Magnolia è fatta d’intimità, di piccolezze e di un pubblico molto ristretto che sembra essere molto coinvolto emotivamente. La cosa che ho maggiormente apprezzato del Circolo Magnolia, e che potrà sembrarvi una frivolezza, è l’organizzazione degli stand del cibo e degli alcolici ben forniti anche per chi è intollerante al glutine.

Tornando al concerto: quello che sono solita notare, oltre all’organizzazione dell’evento e dell’impianto audio, è quanto una band riesce ad essere coinvolgente dal vivo. Mi è capitato spesso di vedere facce deluse dal rapporto artista\pubblico. Seppur di poche parole, gli American Football sono riusciti ad unire due tipologie di generazioni: i nostalgici degli anni ’90 e i post-teenager.

La seconda parte dello spettacolo inizia con Stay home. Le ultime canzoni sono come un giro sulle montagne russe, in un vortice di sentimenti e un pizzico di malinconia. Per chiudere in bellezza la band decide di suonare una delle sue canzoni più famose: Never meant, con tanto di intro fuorviante per depistare l’arrivo di uno dei loro brani topici.

Parliamoci chiaramente: prendete precauzioni contro l’emotività se mai vi capiterà di andare ad un concerto degli American football. Perché? Semplice: i loro brani mirano precisamente a farci rimpiangere anche la cotta del bambino della classe accanto alla nostra alle elementari, o quello che pensavamo fosse il nostro grande amore. Ad ogni canzone, ad ogni nota, sembrava di essere cullati in un mare di ricordi e tutto quello a cui pensavo era ”ci vuole un gran finale per un gran concerto”.

..so I just think it’s best
‘Cause you can’t miss what you forget

So let’s just pretend
Everything and anything
Between you and me
Was never meant

Le luci si spengono e gli American Football ci mandano a casa con un magone incredibile e la voglia di non dimenticare neanche un momento di questo live.

 

Foto fonte: Instagram

Editor Review

  • Performance

    0 Punti / 100 Punti

    80 Punti
  • Pubblico

    0 Punti / 100 Punti

    75 Punti
  • Organizzazione

    0 Punti / 100 Punti

    80 Punti
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