Air + Public Service Broadcasting @ Prato è spettacolo

Data: 7 settembre 2016 |

Amore, Immaginazione e Sogno a Prato è spettacolo Time

Evento Information

Settembre / Prato è spettacolo – Air / Public Service Broadcasting

Public Service e Broadcasting e il Twenty Years Tour degli Air a Prato

Per la chiusura del Settembre / Prato è spettacolo, stavolta con una line up tutta internazionale e dal sapore elegantemente elettronico, Piazza del duomo non era piena come nelle serate precedenti (sicuramente colpa anche del cattivo tempo) e uno dei due stand del bar era addirittura chiuso, forse considerate le poche vendite riscontrate dall’inizio degli eventi. Sul palco si sono susseguite le perfomance di Public Service Broadcasting e Air, per un concerto “spaziale” e tutto incentrato sull’evasione dalla realtà “terrena” fino ad esplorare, con l’aiuto di effetti visual e suoni, l’universo intero, prima quello scoperto negli anni 70, con Neil Armstrong e le contese di Unione Sovietica e America raccontate dai frizzanti PSB, poi quello più “immaginativo” dei serissimi Air.

Con Theme from PSB si è aperto il concerto dei Public Service Broadcasting, duo londinese, nel live accompagnato da JF Abraham (basso, tastiera e flicorno), che, in un set tutto ispirato allo spazio e guidato da voce robotica dall’accento british-retrò, ha raccontato i primi approcci dell’uomo all’universo, facendo della musica il tramite tra la storia del passato e le incognite del futuro. La performance, tutta dedita agli strumenti e con poca attenzione per il pubblico – se non nei concitati saluti della voce elettronica – ha visto i musicisti concentrati sulla propria esecuzione individuale e sulle dinamiche di gruppo, un esempio: su Signal 30 e Korolev, J. Willgoose, Esq. ha dovuto più volte staccare gli occhi da synth e chitarra per richiamare l’attenzione dei fonici sui volumi della batteria di Wrigglesworth, effettivamente bassi, come quelli della chitarra, fino a Go, sesto pezzo in scaletta.

Sarà stato per i volumi, sarà stato per il freddo o per la pioggia che preoccupava per il ben più atteso live degli AIR, ma l’esibizione dei Public Service Broadcasting non è riuscita a coinvolgere davvero il pubblico, tanto da costringere il bassista a esortare la piazza a battere le mani durante l’esecuzione di Go. A risvegliare un po’ l’atmosfera è finalmente giunto Gagarin, pezzo più movimentato dall’allegrissimo sound funk, per il quale il pubblico si è dimostrato entusiasta sin dall’attacco. Momento romantico, invece, per il finale su Everest, per il quale JF Abraham ha suonato un malinconico flicorno, mentre batteria e chitarra finalmente si aprivano sugli archi e sequenze in base per un pezzo fortemente evocativo.

Al finire dell’opening act gli applausi non sono durati molto e la pioggia ha smesso di preoccupare pubblico e organizzatori, lasciando che tutti ci preparassimo alla magia del live che stava per cominciare.

Alle 22.30 le luci di “sala” e palco si sono spente, mentre i quattro musicisti, Nicolas Godin e Jean-Benoil Dunckel accompagnati dai turnisti, entravano in scena: rigorosamente vestiti di bianco e su luci lilla, riflesse nei tre schermi sul fondo-palco, gli Air hanno attaccato con Venus. Lo strepitoso impianto ha finalmente reso al massimo delle sue potenzialità: i bassi sono stati da subito profondi e corposi, mentre gli alti di tastiere e chitarra hanno attraversato l’aria fresca e dal profumo di pioggia, avvolgendo il pubblico insieme alle splendide voci, più basse e meno distorte rispetto ai pezzi successivi.

Il live degli Air ha da subito mostrato la sua caratteristica fondamentale: un’attenzione quasi maniacale per i dettagli. I quattro musicisti, di profilo e dandosi le spalle, hanno partecipato alla scenografia e coreografia di luci e colori, mantenendo sempre la propria posizione e creando, con giochi di contrasto tra luci di palco e quelle sugli schermi, raffinati effetti visual di straordinario impatto emotivo. E’ il caso della suggestiva esecuzione di Playground Love, pezzo per il quale vengono spente tutte le luci, lasciando che dei musicisti fossero visibili le sole sagome, nerissime, in contrasto sui soli schermi illuminati. Tutto era buio, il pubblico concentrato, totalmente in silenzio (cosa ancora mai avvenuta nei concerti precedenti), rapito.

Sul leggero fischio di Alpha Beta Gaga l’intera piazza ha iniziato a battere le mani a tempo di musica, senza che nessuno lo chiedesse, non con un segno dal palco, non con un iniziale e timido applauso tra il pubblico. Tutti insieme, spontaneamente, da subito. Mentre qualcuno si sconvolge e urla “Ma quello è un cazzo di Banjo!”, osservando ammirato ed euforico che Nicolas Godin sta fischiando e suonando proprio un banjo, io e il mio amico Alessio riflettiamo su una cosa importante: questo tipo di live è fatto perché il pubblico faccia, pensi e senta la performance in maniera autonoma e individuale. I musicisti non si rivolgono mai allo spazio davanti al palco, non con un sguardo, non con una parola, e persino nella posizione di profilo tendono a creare una sorta di schermo tra loro e il pubblico, non per questo però tolgono qualcosa all’esecuzione o all’effetto finale, che risulta sotto ogni punto di vista coinvolgente, appagante ed emozionante.

Gli schermi illuminati d’azzurro e How does it make you feel?, con uno straordinario giro di basso, colpi di batteria puliti, netti, regolari, e cori quasi lirici, mi hanno catapultata in un’atmosfera quasi pinkfloydiana: onirica, surreale, pazzesca. Con Sexy Boy e La Femme D’Argent si è poi chiuso anche il bis del concerto, tornando alla fine degli anni 90 e al debutto del duo con Moon Safari.

Per dare un’idea del mood del live che ho appena descritto, parafraserò Alessio: sei tu, ascoltatore solitario, che prendi le tue decisioni. Non sono gli AIR a dirti di battere le mani, come cantare, ballare, o come amare. E’ un concerto per evadere dalla realtà e finire in un’altra dimensione, una dimensione che costruisci tu, mentre loro, senza essere invadenti, ti passano uno a uno gli strumenti.

 

Foto fonte: Facebook

Editor Review

  • Performance

    0 Punti / 100 Punti

    80 Punti
  • Pubblico

    0 Punti / 100 Punti

    70 Punti
  • Organizzazione

    0 Punti / 100 Punti

    80 Punti
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