Aikira – Light Cut

Data: 20 marzo 2018 |

Album Information

Aikira – Light Cut

«C’è un solo viaggio possibile: quello che facciamo nel nostro mondo interiore. Non credo che si possa viaggiare di più nel nostro pianeta. Così come non credo che si viaggi per tornare. L’uomo non può tornare mai allo stesso punto da cui è partito, perché, nel frattempo, lui stesso è cambiato. Da sé stessi non si può fuggire»
(Andrej Arsen’evič Tarkovskij, Tempo di viaggio)

Mai frase più indicata per iniziare una recensione perché il secondo album degli Aikira, Light Cut, pubblicato il 15 febbraio scorso, è metafora di un viaggio introspettivo e catartico tra i meandri del pianeta dell’anima.

Già dalla cover possiamo immaginare il viaggio sonoro che ci aspetta: la copertina ha un sapore dark misto ad elementi futuristi e strutturalisti. Infatti il quartetto marchigiano/abruzzese è una miscela fuori dagli schemi. Limitante è definirli post-rock perché ritroviamo sperimentazioni psichedeliche e fiammate di devastante potenza.

Light Cut si compone di nove tracce, nove percorsi interiori, tutti caratterizzati da un punto di rottura: i ritmi serrati e nervosi delle chitarre si dilatano e trovano quelle pause meditative che rendono l’intero album riflessivo e mistico.

L’album si apre con la malinconica Etera, il primo singolo estratto, un grido di dolore e speranza dove le chitarre giocano tra armonie e pulsioni “soniche” su un tappeto solido e corposo tessuto da basso e batteria. Si passa ad un altro viaggio, quello tra i labirinti della piramide sommersa del Giappone Yonagumi, esempio di cinematic-cyber-psichedelia progressiva. Gli elementi più cinematografici sono le due brevi tracce Elemental 3327 ed Elemental 06 frutto di improvvisazioni nate durante le registrazioni, ospite nelle suite troviamo Davide Grotta al piano e theremin, il quale è anche responsabile delle registrazioni del disco. L’altro featuring presente in Light Cut  è Emanuela Valiante, voce sussurrante in Something to Escape, nove minuti catartici e lisergici. Il punto più elevato si tocca proprio con la sua voce narrante che aumenta quell’ alterazione sensoriale frutto di suoni liquidi e cosmici. In tutta questa oscurità c’è solo un punto di luce rappresentato da Voyager che rappresenta il più alto momento melodico.

L’intelaiatura ritmica dei brani appare, fin da un primo ascolto, molto complessa ed articolata ed indicare una traccia maggiormente di livello è molto difficile. Tutti i brani contribuiscono a liberare l’animo dell’ascoltatore grazie alle atmosfere di surreale intensità, fino a travolgerlo totalmente in una spirale mistica di suoni ed oscurità. Un disco consigliatissimo.

Editor Review

  • Valutazione

    0 Punti / 100 Punti

    78 Punti
Album Cover
Album Tags

Lascia un commento

0 Comments on Aikira – Light Cut

Lascia un Reply

Ti va di lasciare un commento?

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>