99 Posse @ Napoli 18/09/14

Data: 19 settembre 2014 |

99 Posse @ Napoli Time

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Ovviamente il ritardo è per me endemico e, qualora sparisse, inizierei a preoccuparmi.
Forse, però, gli altri ne gioirebbero e il mio cellulare non sarebbe tempestato di chiamate e messaggi con scritto “Gonzo, sono qui, tu dove sei?”.

Passammo dalla superstrada all’autostrada direzione Fuorigrotta; saremmo arrivati lì per le 22.00, ora di inizio del dj set.
Fare qualche scatto sarebbe stato molto difficile, ma Jacopo, collega  Musiccoasttocoaster, era già alla mostra con la sua compact. E proprio lui, appena arrivai a destinazione, mi chiamò per incontrarci.

“Pronto, G. , sono Jacopo. Sono appena entrato, tu dove sei?”

Gonzo era bloccato nel traffico ed io ero alla mostra d’oltremare con la macchina fotografica scarica. Guardai la biglietteria e rimasi perplesso: ero tra le 20.000 persone che volevano pagare un biglietto inutilmente. Ed era vero, un’attesa di mezz’ora per dei tagliandini finiti.
Entrai e girandomi notai l’assenza di controlli. La presi come una cosa positiva, ma successivamente mi resi conto di quanto fosse anche un contro. Io mi sono ritrovato dei vetri nelle scarpe, per non pensare che nei peggiori dei casi sarebbe potuto accadere qualcosa di molto più serio.

Intanto colonne di persone mi circondavano: berretti hip-hop, camicette pseudo-alternative, gente con dread, stelle rivoluzionare e naturalmente i sostenitori dei 99 Posse con la loro maglia. Sicuramente, la presenza di soli due stand per la birra non avrebbe soddisfatto quella moltitudine – che proponeva prezzi alquanto inaccessibili, al pari dei venditori ambulanti che spuntavano da ogni angolo – .

Un esperimento ben riuscito che pochissimi sono riusciti a compiere nel globo, radunando gran parte degli artisti che hanno contribuito a lavorare per questo Curre Curre Guagliò 2.0. Si può dire un vero compleanno coi fiocchi.
Il concerto inizia con gli artisti di casa, come Francesco Di Bella e una suadente Mama Marjas, che non ha mai abbandonato il palco. Poi si sono susseguiti Jovine, – che abbiamo incontrato la settimana scorsa al Pummarock,Sangue Mostro e Clementino.

Un’affluenza contenuta all’inizio del concerto ma è aumentata in maniera devastante a più o meno metà concerto, con una cifra stimata che toccava quasi le 30.000 persone. Questo ha comportato vari imbottigliamenti tra il pubblico e una vera e propria guerra tra le prime file.
Chissà se Gonzo era riuscito ad entrare.

El Gonzo che arriva in anticipo è preoccupante. Giungemmo alla mostra con 15 minuti di anticipo sulla tabella di marcia, ma tirava un’aria strana e avevo un brutto presentimento, Gonzo non sbaglia mai.
Avevamo bisogno dei biglietti, al prezzo simbolico di 1€ per la mostra. Navigammo su viale Kennedy entrando in una delle entrate secondarie e riconobbi molte facce amiche, tra cui il tastierista degli Indubstry. Fu un’ora di attesa inutile e snervante. Per tutta quella mole di persone, il botteghino aveva aperto solo uno sportello con un operatore, contribuendo a saturare il già poco spazio a disposizione.

La situazione iniziò a degenerare pian piano: c’era chi gridava e chi si spingeva, chi rimaneva completamente fermo, schiacciato dalla folla; sembrava di viaggiare in circumvesuviana nell’ora di punta, stretti, alzati e senza il controllo delle forze dell’ordine. Molti ragazzi e ragazze dovettero desistere per il caldo e la claustrofobia; alcuni svennero dovendo spalleggiare per farsi spazio tra la folla e arrivare ad un ambulanza, che si trovava vicino l’entrata principale, nei pressi di Piazzale Tecchio, abbastanza lontano da dove ci trovavamo
Per fortuna riuscii ad ottenere il biglietto, ma a completare questa grottesca opera fu un gruppo di ragazzi che prima scavalcò le recinsioni e poi le spalancò completamente, permettendo a tutti di entrare. E io da lì entrai, però onestamente e con un biglietto in tasca, per quello che ormai poteva valere.

La zona del palcoscenico era una bolgia infernale che sputava fumo, gioia e rifletteva musica fin sopra gli spalti. Era un’enorme onda che si agitava a ritmo di musica.
Proprio quando stavo cercando il posto giusto, Zulù stava invitando sul palco il “padre” Enzo Avitabile, che ebbi il piacere di incontrare proprio nel mio paese, Pomigliano.
Poi ancora Ensi, J-Ax, Caparezza e la gente che si abbraccia anche se non si conosce.

Ancora una volta i 99 Posse dimostrano di essere la band giusta al momento giusto, che riafferma la propria presenza sulla scena musicale raggruppando, dopo anni, tanti artisti in un solo concerto; cosa che ricorda la genuinità del primo Maggio com’era tempo fa.
Questa è una mossa astuta. Dice a chiare lettere che i 99 Posse sono tornati più forti di prima, supportando grandi manifestazioni a Napoli, ricalcando i problemi del nostro paese e della nostra terra, i problemi esteri, dellaPalestina, la cui bandiera campeggia sulla console di Dj Uncino.

È l’energia di Napoli che scoppia in diretta, che viene raccolta e rilanciata dagli artisti che fremono sul palco e che danno dimostrazione di far parte del flusso. E non è solo musica, ma qualcosa di più.
In una piccola pausa, c’è una chiamata a raccolta. Un enorme striscione striscia nel centro del palco. Su un tappeto di fragorosi applausi Zulù ricorda il disfacimento della nostra terra, della Terra di Fuochi che brucia ancora e i cui fumi ci avvelenano. Di tutte le vittime del disastro ambientale e delle istituzioni che, non solo ci privano di spazi e serate come queste, rare come le mosche bianche, ma che sembrano essere sempre più astratte dalla nostra realtà.

E proprio in questo periodo in cui Napoli è vittima di un’ormai quasi normale e ovvia tempesta mediatica, ricca di pregiudizi e di stereotipi, tutta made in Italy, sale sul palco una persona speciale.
È lo zio di Ciro Esposito, tifoso del Napoli morto in occasione della partita di coppa Italia con la Roma. Al di là di tutte le questioni di merito, chiede giustizia, perché è anche lui vittima di un’opinione egemone che sputa sentenze prima dei verdetti perché infangata di giudizi di valore.

Allora questa serata questo non è solo un concerto, ma è ancora una volta la voglia di tutti che prevale per stare insieme, senza essere clienti o paganti, ma semplicemente appassionati esseri umani amanti della musica e delle sue sfumature.

Articolo scritto a quattro mani con Alessandro Gonzo Arena

Foto a cura di: Davide Visca.

Editor Review

  • Performance

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    93 Punti
  • Pubblico

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    90 Punti
  • Organizzazione

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    76 Punti
Cover Evento
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