7c – Compartment C

Data: 6 ottobre 2017 |

Compartment C Track List

Album Information

7c – Compartment C

Math rock con influenze electro-noise, questo il cartellino da visita dei 7c, che pubblicano  Compartment C per la Deambula Records,  un concept album che rappresenta il loro terzo lavoro in studio.

Di per sé la copertina è esplicativa: uno scheletro che aleggia in una città tetra, tutto in bianco nero, con sfondo palazzi-grattacieli tipici da città.

La narrazione è ben compatta e descrive i vari momenti che l’uomo moderno conduce, ben tessendo l’alienazione nel lavoro, e la connessione coatta coi mezzi di tecnologia.

Un vero e proprio produci-consuma-crepa, in cui l’attore del disco si destreggia dall’Intro che rappresenta il risveglio all’alba e all’ Approaching a city, in cui, dopo rocamboleschi passaggi approda sul luogo di lavoro.

Compartment C riprende il titolo di un’opera dell’artista americano Edward Hopper, famoso per la sua grande capacità nel rappresentare, a metà del ‘900,  la solitudine della vita contemporanea all’interno delle grandi città americane.

Dall’attraversamento della jungla urbana scattano le Eleven am, in cui una distorta chitarra elettrica sottolinea l’ansia di metà mattinata, l’affanno, che si placa in un bridge di elettronica, volto a rappresentare il personal pc, ed un contrabbasso grave, forse il grido dell’anima.

Proprio nella disarmonia musicale troviamo l’anomalia del disco: lo scontro di due blocchi costituiti da quello acustico rappresentato dal contrabbasso e dalla batteria, e da quello elettrico costituito dalla chitarra a otto corde e dall’elettronica.

Questa scelta armonica concede all’ascoltatore la facoltà di addentrarsi negli scenari dipinti dai 7c, un’introspettiva in cui specchiarsi, anche se delirante.

Depression è un brano chiarificatore. Dopo il caos, l’adrenalina, la fatica, il sudore, si torna a casa, con un magone sullo stomaco ed una buona dose di angoscia. Lo sfogo sta nell’introduzione di un pianto disperato, associato a distorsioni, e alla consapevolezza di condurre una vita grama.

L’unico modo per uscirne è the end of the day, un ritorno ad un sound rock, fuori dai meccanismi del math, senza alcuna redenzione.

L’outro, riporta sulla scena l’inizio di un nuovo giorno, completamente uguale al precedente, con suoni di binari e vocii di persone.

Purtroppo non se ne esce dall’uroboros del mondo moderno.

I 7c, riescono a presentare,  senza utilizzare alcun testo, un concept album di buon  livello, unici nel loro genere, destreggiandosi con originalità e maestria nei meandri del math rock.

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