12BBR – Intervista

Data: 24 aprile 2017 |

12BBR – INTERVIEW

La rivoluzione del blues in 12 misure dei 12BBR

12 Bars Blues Revolution è il titolo dell’EP d’esordio dei 12BBR, in uscita il 20 marzo 2017.  L’EP si compone di cinque brani, con contaminazioni indie e incursioni soul. 12BBR è il nome della giovane band palermitana vincitrice del premio critica alla 28esima edizione di “Rock Targato Italia”. Il loro EP d’esordio “12 bars blues revolution”, è stato anticipato lo scorso novembre dal video del singolo “How does it end?.  Abbiamo intervistato telefonicamente il chitarrista del gruppo Antonio Caruso.

- Come nasce il vostro progetto?

Il nostro progetto è nato nel 2014, ci siamo conosciuti all’Università di Palermo, inizialmente eravamo solo io e il cantante poi si sono aggiunti Mattia e Totò per completare la formazione.

- 12BBR sta per 12 Bars Blues Revolution, come mai questa scelta? Nella vostra musica trovo più sonorità rock che blues.

Fondamentalmente sì, siamo un gruppo rock. Il nome è nato dalla sua musicalità, ci piaceva l’acronimo 12BBR e ci piaceva come suonava 12 Bars Blues Revolution, ci è piaciuto evidenziare che la sonorità sia blues ma in chiave rock moderno che è lo stile che trattiamo, questo nome vuole indicare le nostre radici musicali.

- Quali sono le radici della vostra sonorità? Le vostre ispirazioni sono radicate di più nel rock classico o in quello moderno?

Sicuramente entrambi, tutti noi abbiamo ascoltato sia il rock dei Led Zeppelin che I Pink Floyd, ognuno di noi ha gusti diversi, c’è chi è appassionato di hard rock chi di metal, che con noi non c’entra niente, ma siamo anche molto interessati dalla scena rock attuale, Arctic Monkeys, il rock psichedelico, il rock elettronico, i Tame Impala, i nomi sono tanti ascoltiamo tanta roba e ci piace tanto il passato quanto il presente.

- Come mai la scelta di scrivere testi in inglese? In che modo la lingua riesce a veicolare meglio i messaggi che proponente?

È per lo più un discorso di musicalità, ci sembrava giusto associare a questo tipo di sonorità la scrittura in inglese.

- Cosa racconta questo vostro EP appena uscito? Solitamente l’EP è un antipasto per un disco che è in cantiere, è così anche per voi?

Sì, i brani nell’EP sono solo alcuni dei brani che abbiamo scritto, è una panoramica su quello che abbiamo fatto, sul nostro primo periodo di scrittura, alcuni di questi sono pezzi che suoniamo da quando abbiamo iniziato. A livello di messaggio con questo EP vogliamo far capire a chi ci ascolta il nostro tipo di suono e il nostro tipo di approccio al rock che può piacere o meno, vogliamo proporre il nostro modello di musica.

- In Italia i media per diffondere la musica indipendente sono davvero pochi, soprattutto al sud si contano sulle dita di una mano. Che difficoltà avete incontrato e quale mezzo vi ha aiutato a diffondere la vostra musica in giro nel paese?

Sostianzialmente abbiamo diffuso la nostra musica facendo quanti più concerti possibili qua in Sicilia e poi attraverso Facebook. Noi come tantissime altre band abbiamo poca visibilità, poi cantiamo anche in inglese in un periodo in cui il movimento indie è tutto italiano. Chi riempie I palasport canta sempre in italiano. Noi proviamo a farci conoscere attraverso la rete e attraverso i concorsi, i concerti che abbiamo fatto fuori, tipo quello a Torino all’Hiroshima, lo abbiamo fatto perché abbiamo partecipato ad un concorso, lo stesso a Milano, poi abbiamo suonato a Bari per le semifinali del contest per lo Sziget festival e ci aspetta Verona per le finali. Ora cerchiamo di organizzare un tour tutto nostro, stiamo raccogliendo nomi e contatti di gente che ci ha sentito suonare.

- Vi siete fatti conoscere presto per le vostre attività dal vivo. Avete già più di 100 concerti alle spalle, avete vinto il concorso Wanted primo maggio, finalisti all’Arezzo Wave e vincitori del premio rock targato Italia. Quanto è importante per voi il live? Partirà un tour per promuovere l’uscita dell’EP?

L’uscita dell’EP è stata già accompagnata da un tour molto folto qui in Sicilia di cui siamo molto contenti, il prossimo passo a cui stiamo lavorando è quello di mettere su un tour fuori dalla Sicilia, il discorso è che per farlo davvero bisogna riempire tutti i tasselli organizzativi del mosaico, ci stiamo lavorando. Il live per noi è tutto, è il momento che ci piace di più, registrare in sala anche è bello, noi suoniamo live come nel disco, il momento del live è la nostra occasione per farci conoscere da più persone possibile.

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